| Clima - “Puntare sull’efficienza ambientale per aiutare il clima senza penalizzare l'economia |
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Roma 21 ottobre 2008 Lo scontro di questi giorni sul costo delle misure per il pacchetto energia, innescato dal Governo italiano fra difensori dell’industria e dell’ambiente, è fuorviante e rappresenta il nostro paese in modo debole o errato, da una parte come un sistema arretrato alla ricerca di sconti, dall’altra come un “cattivo inquinatore”. In realtà, l'Italia presenta molte eccellenze ambientali dovute alla sua storia e alle sue tradizioni. Ma ha una classe politica incapace di rappresentarle e di avvalersene. La vera arretratezza riguarda la cultura ambientale, tanto è vero che sia nella ripartizione degli impegni comunitari del protocollo di Kyoto, sia nell’attuale dibattito sulla ripartizione degli impegni post-Kyoto sono utilizzati dati macroeconomici e industriali mentre quelli di rilevanza ambientale non sono nemmeno conosciuti. Senza pretendere di effettuare una valutazione esaustiva di tutti gli indicatori rilevanti per la riduzione dei gas serra, vediamo almeno le posizioni di eccellenza del sistema Italia:
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2. Efficienza energetica del parco circolante auto (vedi figura 6.6 - Fonte: IEA): se è vero che la nostra mobilità presenta un’eccessiva preferenza per la mobilità privata, è anche vero che l’efficienza del parco circolante auto è a livelli di eccellenza a livello globale: in base ai dati IEA i consumi chilometrici dell’Italia risultano al primo posto, insieme alla Grecia, con 6,4 litri di benzina equivalente per 100 chilometri superando il Regno Unito del 10% (7,1 litri di benzina equivalenti); la Francia del 11% (7.2 litri); la Germania del 18% (7.8 litri);la Svezia del 26% (8.7 litri);
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3. Indicatore di intensità energetica complessiva (Vedi figura - Fonte: ADEME): consumi energetici finali per unità di PIL, valutati al valore dell'Euro nel 2004 e a parità di potere d'acquisto, aggiustato per tener conto delle diverse condizioni climatiche in Europa e delle diversità di struttura industriale (vedi allegato): Italia al primo posto, sopravanzando Germania e Regno Unito, che si collocano sotto la media comunitaria, e staccando nettamente Francia, Spagna e Olanda;
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4. Emissioni di gas serra pro capite, Tonnellate di CO2 equivalente pro capite, (Vedi figura - Fonte Agenzia Europea per l’ambiente): Italia 9,7 tCO2eq., ben al di sotto sia alla media UE15 (10,7 tCO2eq.), sia alla media UE27 (10,4 tCO2 eq.)
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Alla luce di questi dati, si capisce che la ripartizione degli impegni del pacchetto energia è avvenuta in base a criteri non trasparenti, non discussi e diversi da quelli ambientali. Esso non tiene conto dei livelli di efficienza ambientale già raggiunti e, quindi, dei maggiori costi che avranno i paesi più virtuosi per fare ulteriori progressi. In questo senso penalizza l'Italia ma, soprattutto, rivela la debolezza della strategia complessiva in difesa del clima globale. ------------------------------------------------------------------
Allegato
Per la maggior parte degli altri Paesi (9 su 16) gli aggiustamenti determinano un’inversione del dato apparente e accrescono l’intensità energetica:
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