Il vincolo paesaggistico della Tuscia: strumento valido per evitare dannoso consumo di suolo agricolo

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COMUNICATO STAMPA

01 giugno2022

Altritalia Ambiente, Amici della Terra, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, AssoTuscania, Gruppo Intervento Giuridico GrIG, Italia Nostra, Mountain Wilderness e Pro Natura appoggiano pienamente l'iniziativa della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale volta a porre il vincolo paesaggistico su oltre 20mila ettari di territorio in coincidenza del bacino del torrente Arrone, a cavallo dei comuni di Arlena di Castro, Cellere, Canino, Montalto di Castro, Piansano, Tarquinia, Tessennano e Tuscania.

Tale vincolo eviterebbe l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici e pale eoliche su terreni agricoli che sfregerebbero ulteriormente un paesaggio unico per la sua bellezza, per il suo panorama e per la sua biodiversità. Produrre energia a basso impatto ambientale (non pulita come millantano in tanti), non significa consumare ettari di suolo trasformando campi agricoli in campi di produzione industriale di energia elettrica.

Gli impianti fotovoltaici nello specifico, per essere davvero sostenibili, dovrebbero essere realizzati "in alto", ovvero su strutture già esistenti e non vincolate, o su superfici già degradate (gray zones) o impermeabilizzate. In un momento di crisi energetica ma, ancor più grave di potenziale crisi alimentare, non è ragionevole sottrarre suolo alle coltivazioni quando l’Italia importa il 38% del suo fabbisogno alimentare.

Va sottolineato inoltre che la bellezza paesaggistica rappresenta un’attrazione insostituibile per il turismo. L'attivazione del vincolo metterebbe quindi sotto tutela una vasta area di una provincia già leader in Europa per consumo del suolo e già fortemente provata dall'installazione di più di mille ettari di pannelli fotovoltaici a terra e di numerose torri eoliche.

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