I Sospetti D’inquinamento Radioattivo, Le Specificita’ Geologiche delle Coste e il Monitoraggio Straordinario Disposto dal Presidente dell’ANPA del Ministero dell’ambiente nel 1996

di Mario Pileggi*

I dati delle misure effettuate nelle scorse settimane dall’Arpacal dimostrano l’infondatezza dei sospetti di inquinamento radioattivo, su uno dei tratti più noti della costa jonica della Calabria, sorti dopo i tre servizi del programma televisivo “Le Iene”.

Per dissipare i sospetti diffusi ovunque, anche attraverso i social, è necessario informare sulle reali condizioni dello stato di salute del mare e delle spiagge non solo di Montauro e del Golfo di Squillace ma di tutti i 716 Km di coste della regione. Nell’interesse della Calabria e dell’intero BelPaese, s’impone la necessità di informare con dati certi e verificabili sull’intero patrimonio costiero regionale. Un patrimonio di terre e acque ricche di minerali e sostanze che, tra l’altro, alimentano una grande varietà di vegetali e animali e anche di quei preziosi prodotti enogastronomici presi in considerazione dal New York Times per iinserire la Calabria tra i luoghi da visitare nel 2017.

Il lago di Tarsia, un rifugio per le cicogne in Calabria

Da LA STAMPA del 28-01-2017

Il lago di Tarsia è creato dal grande invaso formato dalla diga delle Strette di Tarsia, e coinvolge i comuni di Tarsia e di Santa Sofia d’Epiro: le montagne della Sila danno vita al fiume Crati, che, lungo gli 80 km di percorso, incontra questa pianura, spesso trasformata in acquitrino dalle forti piogge che fanno aumentare il flusso d’acqua. Un’area che, dal 1990, costituisce una delle due riserve naturali della Calabria, assieme alla foce del Crati, sullo Jonio: aree fluviali, con le caratteristiche di zone dove la biodiversità è più numerosa e dove la fragilità è un valore da tutelare, riducendo pressioni e consumo. Sono affidate, per la gestione, all’Associazione Amici della Terra, che per anni fu impegnata per la tutela di questi ecosistemi così importanti.

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L’inganno e la demagogia dei “Rifiuti Zero”: Discariche e Inceneritori, purchè non a Roma

Sintesi dell’Intervento di Beniamino Bonardi (L’Astrolabio – Amici della Terra)

Convegno “Il piano Nathan per Roma. ATAC e AMA. Portare i libri in Tribunale e indire gare europee organizzato da La Marianna e Fondazione Luigi Einaudi

Roma, 22 novembre 2016

Dietro lo slogan “Rifiuti Zero” si nasconde la realtà di una capitale che, pur essendo estesa per ben 1.285 kmq, non tratta neppure un grammo dei rifiuti che produce. Roma pre-tratta e basta, cioè produce rifiuti da rifiuti. Per quel che viene dopo, cioè per il trattamento finale, tutte le strade portano fuori Roma, in discariche e inceneritori, italiani ed esteri. Il tutto in nome del “No” all’inceneritore a Roma e nel Lazio, perché non servirebbe e farebbe male alla salute. Gli inceneritori altrui, però, sono ricercati e benvenuti.

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Amici della Terra

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