Basta ipocrisie! Il gas naturale serve, e quello nazionale è anche più sostenibile
COMUNICATO STAMPA
Inviata all’8ª Commissione del Senato una memoria sul DDL 2029 sui prezzi dei carburanti e attività energetiche strategiche. Estrarre gas in Italia, nel rispetto del Regolamento UE sul metano, è anche una scelta ambientale.
Roma, 23 settembre 2026 – O facciamo a meno del gas, oppure, finché ci serve, conviene produrlo dove ha il minore impatto emissivo.
Esattamente come abbiamo sostenuto nella campagna referendaria sulle trivelle del 2016, oggi riteniamo che sia indispensabile tornare a estrarre gas nel territorio nazionale non solo per garantire una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti in una fase di crisi internazionale, ma anche per motivi strettamente ambientali.
Qui la memoria inviata all’8a Commissione ambiente del Senato.
Dalle elaborazioni degli Amici della Terra, basati sui dati IEA, emerge che l'intensità emissiva - cioè l’indicatore che misura il rapporto tra le emissioni di metano e i metri cubi di gas naturale immessi in rete - della produzione nazionale di gas naturale risulta inferiore rispetto a quella di gran parte dei principali Paesi fornitori dell'Italia, inclusi Algeria, Qatar, Russia, Stati Uniti e Libia. Fanno eccezione alcuni casi particolarmente virtuosi, come Norvegia, Paesi Bassi e Azerbaigian, caratterizzati da intensità emissive basse.
Questi risultati suggeriscono come l'origine geografica delle importazioni possa incidere in misura significativa sul profilo emissivo del gas consumato in Italia e confermano la rilevanza delle disposizioni del Regolamento dedicate alla trasparenza e alla progressiva riduzione delle emissioni lungo le catene di approvvigionamento internazionali.
Per gli Amici della Terra, quindi, rilanciare l’estrazione nazionale significa non solo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, ma anche ridurre l’impronta emissiva del gas effettivamente consumato in Italia, a condizione che ogni nuovo sviluppo dell’upstream rispetti gli standard ambientali previsti dal Regolamento (UE) 2024/1787 sulle emissioni di metano, requisiti già oggi largamente rispettati dalla filiera italiana.