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FOTOVOLTAICO E CONSUMO DI SUOLO

L’Audizione degli Amici della Terra alle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato sulle proposte di legge sul consumo di suolo ha messo in luce una delle trasformazioni territoriali più rilevanti del prossimo futuro, quella dovuta alla diffusione delle nuove fonti di energia rinnovabile, in particolare il fotovoltaico. La proposta degli Amici della Terra è quella di liberalizzare l’autoconsumo su coperture già esistenti.

 

Il 12 febbraio scorso gli Amici della Terra sono stati auditi dalle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato sulle proposte di legge sul consumo di suolo attualmente in esame.

“È pienamente condivisibile l’obbiettivo di una vera tutela per una risorsa preziosissima come il suolo – hanno detto i rappresentanti dell’Associazione - in particolare, il suolo agricolo costituisce un patrimonio ambientale e paesaggistico che è stato (e continua ad essere ancora) gravemente compromesso da un’espansione urbanistica incontrollata. Oggi, il consumo di suolo può e deve essere evitato ricorrendo prioritariamente all’utilizzo e al recupero di aree degradate, urbanizzate o abbandonate”.

Gli Amici della Terra condividono l’urgenza di istituire strumenti giuridici efficaci che emerge da una prima analisi dei testi presentati. Mettono in guardia, tuttavia, da scorciatoie o forzature di normative ispirate al comando e controllo, che potrebbero rivelarsi inefficaci e foriere di contenziosi giuridici ed amministrativi. È importante, invece, mettere in campo strumenti di incentivo e disincentivo economico, sia nei confronti degli enti locali che di imprese e cittadini.

L’Associazione ha evidenziato come tutte le iniziative riguardanti il consumo di suolo coinvolgano il complesso delle politiche urbanistiche, di governo del territorio e di tutela del paesaggio: tre ambiti con una lunga storia di intervento pubblico, i cui fallimenti e insuccessi andrebbero meglio analizzati al fine di individuare gli strumenti per un loro superamento effettivo. La carenza di efficacia degli strumenti attuali di tutela del territorio è evidenziata in particolare dalla proposta De Petris e altri che, non a caso, prevede alcuni articoli ad hoc per la salvaguardia di ambienti come gli uliveti e la viticoltura. Quanti altri ambienti preziosi, - si domandano gli Amici della Terra - fragili o minacciati, necessitano di tutela?

Gli Amici della Terra hanno sottoposto il caso degli impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole come rappresentativo di quella che potrebbe essere una delle principali trasformazioni del territorio agricolo nei prossimi anni, con rilevantissimo impatto anche sul consumo del suolo. Col raggiungimento della piena competitività del fotovoltaico, questo processo è già in atto e il divieto tutt’ora vigente di incentivazione degli impianti a terra non è più sufficiente a frenarlo.

Il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo del fotovoltaico previsti dalla proposta del Piano Energia e Clima, oggi possibile senza incentivi, se non adeguatamente governato, porterà all’occupazione di centinaia e centinaia di km quadrati di terreni agricoli di grande valore paesaggistico. Un fenomeno che sta già avvenendo, come nel caso dell’impianto nel territorio del comune di Tuscania, denunciato da Assotuscania. In questo caso l’impianto, che andrebbe ad occupare circa 2,5 km2 (250 ettari) di terreni, ha ricevuto un parere negativo del Ministero dei Beni culturali che ha documentato l’impatto dal punto di vista paesaggistico e del consumo di suolo.

L’assetto di queste importanti aree rurali del paese non può essere sacrificato per raggiungere gli obbiettivi energetico-climatici. Su questo tema specifico, potrebbero essere sperimentate virtuosamente politiche e normative mirate a tutelare il suolo e a favorire la riqualificazione e il recupero dell’edificato esistente, adottando tutte le norme che possano facilitare la diffusione del fotovoltaico su tutte le coperture degli edifici già esistenti e, in particolare, sulle grandi superfici commerciali e industriali.

In questo caso, liberalizzare il regime dell’autoconsumo di produzione elettrica da fonti rinnovabili (come previsto dalla nuova direttiva UE sulle rinnovabili) su coperture già esistenti e adottare norme di defiscalizzazione in modo da non pesare sulle bollette favorirebbe l’emersione di un potenziale molto rilevante di diffusione del fotovoltaico, senza necessità di consumo di suolo.